
C'erano suore e preti, pensionati e studenti, c'erano il sindaco, il segretario della Fiom e il vescovo di Nola. C'era tutta la città in piazza ieri a Pomigliano per salvare quella che chiamano semplicemente «la fabbrica». La fabbrica, la Fiat, dà lavoro a ventimila famiglie. La cassa integrazione, la chiusura portano sull'orlo del baratro una comunità intera, un pezzo di Paese. La crisi finanziaria mondiale, certo. Quella italiana di conseguenza, è ovvio. Però di fronte a un collasso di dimensioni colossali ci vogliono misure eccezionali, un livello altissimo di responsabilità condivisa e gesti forti che non siano, tanto per cominciare, il disprezzo del sindacato e dei lavoratori, che non siano la minimizzazione costante o il farsesco invito a "pensare positivo".
Ci vuole un governo all'altezza del cataclisma, un governo che sappia indicare la rotta. Pubblichiamo oggi un'intervista a Baltasar Garzón, magistrato spagnolo protagonista di molti importanti processi che hanno fatto la storia del suo paese e dell'Europa. Alla domanda cosa può fare la giustizia di fronte alla crisi economica mondiale risponde così: «Bisogna risalire alla radice dei problemi: chiedersi perché le grandi imprese crollano e con esse le speranze di milioni di persone. Chi sono i responsabili? I giudici hanno un ruolo cruciale nel garantire che prevalga lo stato di diritto». I giudici hanno un ruolo, il governo e l'opposizione un altro, il sindacato e i cittadini un altro ancora, ciascuno ne ha uno. Ciascuno deve fare la sua parte in momenti così: per tutelare il bene comune, il lavoro e la vita delle persone, i fondamenti di una società democratica fondata sulla condivisione, sulla solidarietà nella differenza, sul reciproco sostegno.
La drammatica crisi mondiale non risparmia, come avete letto nelle ultime settimane, uno dei pilastri delle società libere, l'editoria e la libera stampa. Il New York Times vende la sua sede, i giornali europei si contraggono, quelli italiani perdono lettori e risorse pubblicitarie con una rapidità impressionante. Le previsioni degli editori danno per il primo trimestre dell'anno una possibile riduzione di vendite e di introiti vicina al 20 per cento. Questo giornale, naturalmente, vive lo stesso pericolo. Con dati, tuttavia, che parlano di un altissimo gradimento da parte dei lettori, del grande lavoro di una grande redazione. Questa nostra storica testata conferma nel mese di gennaio del 2009, sono dati Fieg, di essere come nell'ultimo trimestre del 2008 l'unico quotidiano nazionale in costante crescita, uno dei pochissimi giornali ad aver segnato un segno positivo a due cifre. Nell'ultima settimana di febbraio l'Unità è cresciuta ancora del 12 per cento arrivando a punte di oltre 65 mila copie vendute in edicola. 65 mila persone che hanno speso un euro per leggerla: vere copie, vere persone. I contatti dell'on line sono quintuplicati. Noi siamo convinti che questa sia una ricchezza per tutti. Che sia un segnale chiarissimo che esiste un'altra Italia da quella del pensiero unico, della paura e della rassegnazione. Noi pensiamo che sarebbe un delitto non cogliere questo segnale e non proteggere le speranze di chi domani - forse non noi, forse i nostri figli - vedrà un'Italia diversa, avrà un futuro migliore del presente. Abbiamo il dovere di crederci, di chiamare all'appello chi non ha mai smesso di farlo.
D'accordo con Angelo,
Scopriamo oggi che i molti leader della sinistra sono scomparsi e che il paese e il mondo della sinistra e sempre di più sbandato. Ma non solo i dirigenti sono scomparsi, ma con essi molti degli intellettuali, forze sociali, persone dello spettacolo, storici,studenti e così via. Queste persone che non si recano nemmeno più al voto si sentono degli esuli, insomma una casta che non si vuole mescolare con chi porta delle esperienze diverse; questo modo di pensare li porta ad essere sempre più inutili per ribaltare una situazione di pericolosa involuzione dell'Italia e preferiscono vedere andare tutti nel secchio prima di rinunciare al proprio modo di ritenersi superiori alla realtà esistente; questo atteggiamento da esuli li porta ad non andare più al voto e sono tanti, e tutto questo non può che fare vincere la destra. Quando uno come Santoro afferma che la speranza che gli è rimasta è quella di sperare che una forza di governo si opponga a Berlusconi, conferma quello che dicevo prima "muoia Davide con tutti i Filistei". Siamo veramente messi male ; la presunzione che è presente in questi intellettuali è davvero distruttiva.Ma questo non riguarda solo la sinistra che si ritiene esule in patria, riguarda anche quella parte cattolica che non vuole rinunciare ad una cieca obbedienza al vaticano; prendiamo una come la Binetti o altri cattolici presenti nel PD che dicono: o passa quello che dico io o me ne vado. Come si vede al primo posto non mettono i disoccupati, i problemi di una sempre più crescente miseria, e come dice Napolitano le famiglie sono sempre di più in balia della crisi che è devastante; no,al primo posto c'è sempre quel maledetto "io" che per una persona come la Binetti è una cosa vergognosa, un credente non dice mai "io" ma si mette sempre in gioco e cerca sempre una logica soluzione. Come vediamo molti sono i problemi e se non aiutiamo Franceschini diverranno ancora più pesanti. Speriamo che il mondo della sinistra si svegli e lavori in questo grave momento per impedire che il cadavere dell'Italia passi sotto i nostri occhi, perchè sarebbe la fine di ogni speranza di cambiamento.
Gastone Piombino(LI) 8/3/09
d'accordo con angelo
La sinistra italiana e'miseramente scomparsa,se sono stanchi tutti quelli che sono della vecchia dirigenza,possono anche andare a casa.Con i loro interminabilicontrasti interni,stanno portando l'italia ai livelli dei paesi del terzo mondo.Ora basta,forse aspettate di finire come i compagni della cosiddetta sinistra radicale.Spero che non siete ottusi piu' di loro aspettando che vi sbattono fuorigli elettori.Vivo all'estero,mi vergogno dopo oltre 50 anni di militanza nel dire che ho votato sempre a sinistra a questi personaggi che non trovo un aggettivo per definirli.
Cara Concita, ti leggevo quando lavoravi a Donna perchè all'epoca non leggevo l'Unità . Quando te ne sei andata mi è dispiaciuto però ho cominciato a comprare saltuariamente l'Unità , ebbene, da ora in poi la comprerò tutti i giorni anche se non ho tempo sempre di leggere due quotidiani (perchè Repubblica continuo a comprarla)e anche se alla fine del mese non è una spesa indifferente ma preferisco spenderli in giornali che in cellulari ultima moda o altro anche perchè penso ai giornalisti che ci lavorano e spero che tra loro e attraverso loro si formino i nostri futuri dirigenti politici. Con grande affetto.
Concita, sei un faro, uno dei pochi in questa notte di burrasca. ma dopo ogni notte l'alba deve arrivare, noi aspettiamo, tu continua nel tuo impegno, te ne siamo grati. leggerti è un conforto e dà la carica.
grazie e buon lavoro
assegno di disoccupazione ? no, macchè ! Noi grandi lavori , appalti, subappalti molto succosi ...........
Caro Direttore,resisti! Il piano di ristrutturazione dell'Unità è un abominio compiuto proprio in un momento di grande crescita del giornale. Una crescita sotto tutti i punti di vista. Una crescita che evidentemente dà fastidio.Facci sapere cosa possiamo fare noi lettori. Molti di noi hanno ricominciato a comprare il giornale dopo decenni e molti hanno cominciato solo ora, e nessuno vuole rinunciare a questa boccata di ossigeno quotidiana.CORAGGIO E BUON LAVORO!
Cara Concita, grazie per averci restituito un giornale tanto amato, ma poco letto, da linghi9 anni e fino al suo arrivo. E non è solo una questione di generazioni: mio suocero che di anni ne ha più di 80 e che all'Unità ha lavorato, e che l'ha sempre letta, è uno dei suoi primi fans. la ringrazio anche a nome suo.
L'Unità è molto cambiata con la sua direzione, si è aperta come un fiore. Si può interagire quasi su tutto e senza password, ci sono new entry importanti, ottime inchieste, credo che altri grossi quotidiani dovrebbero imparare. Grazie per questo dinamico e libero quotidiano on line. Vi auguro, e credo davvero che possa capitarvi, un grande futuro.
Cara Concita, in un dibattito dei primi anni settanta su "Paese Sera" traArrigo Benedetti e (mi pare) Luigi Compagnone, uno di essi auspicava una Italia migliore che potesse essere vista almeno dai loro figli mentre l'altro dissentiva augurandosi invece che potesse essere la propria generazione a vedere con i propri occhi il cambiamento desiderato. Ora, Benedetti e Compagnone appartenevano alla generazione di mio padre, quindianche fra la peggiore delle due ipotesi da essi formulate, già si sarebbe dovuto vedere quel miglioramento sperato. Invece, ancora oggi tocca a teconcludere con l'auspicio che possano essere almeno i nostri figli a vedere una Italia diversa. Che dire? Spero che il tuo auspicio possa averemigliore fortuna rispetto a quello dei tuoi illustri predecessori. Anche se non credo che farò in tempo a verificarlo! Mi consola, intanto, e non è poco, che l'Unità viaggi in controtendenza nel panorama della crisi checolpisce anche l'editoria e la libera stampa. Non poteva essere che così.Arrivate davvero al cuore di tanta gente e rappresentate un punto di riferimento fermo offrendo un confronto prezioso di idee e un vero e proprio sostegno per chi lotta ogni giorno sia per problemi economici cheper la difesa delle idee e della libertà di tutti. Di ciò l'editore non può non tenerne conto. Tenete duro, dunque, e grazie, siamo tutti con voi!
Sono 20 anni che compro "l'Unita'" e non vorrei esserne privato, causa un drastico piano di ristrutturazione, che potrebbe comprometterne le prospettive di sviluppo. E' infatti un momento in cui questo storico giornale promette molto bene, per merito soprattutto della grande esperienza e sensibilità del nuovo direttore Concita De Gregorio.Grazie comunque Concita. Luca
L'Unità è un bene prezioso per il paese e non deve chiudere. In casa mia leggiamo sempre Repubblica ma da domani ho intenzione di comprare l'Unità per sostenerla! Le faccio i complimenti per la direzione del giornale e la invito a continuare così!
Il giornale è piacevole da leggere,snello, essenziale ma completo. La ringrazio direttore di difendere sempre con calma ma determinazione le donne, dicendo che la violenza è anche nelle parole. Ogni giorno questo si dimostra sempre più vero, basta sentire quando apre bocca il premier.
Per prima cosa mi sembra doveroso porgere la mia personale solidarietà a tutte le maestranze del giornale, dal direttore ai giornalisti ai grafici ai collaboratori tutti.
E' giusto che questo giornale continui la sua vita, le sue pubblicazioni, è doveroso fare qualsiasi sforzo in questo senso.
Resta, onestamente, un pò di amaro in bocca nello scrivere queste cose.
Non intendo aggiungere altro perchè potrei trarre conclusioni affrettate su alcune operazioni editorialie imprenditoriali della segreteria Ds prima e PD poi come su alcuni nuovi dirigenti o che si pensano tali.
buon lavoro di tutto cuore
Aiuti a chi ha perso il lavoro, giusto.Ma chi non è riuscito ad avere neanche contributi minimi non è considerato avente diritto alla disoccupazione. Sono gli invisibili. Sono quelli che non son disoccupati, sono semplicemente senza lavoro, quando dovranno aspettare non dico a prendere qualche lira come i disoccupati ma almeno essere citati nei discorsi di sinistra. (forse non contano neanche per il sindacato perchè semplicemente non esistono)
Carissima,da quando sei diventata direttore, leggere l'Unità è diventata un'esigenza.Grazie a te e a tutta la Redazione
Portare la società  civile in piazza a manifestare perdifendere i propri diritti ,per uno che per anni a partecipato a queste manifestazioni anche di ben più grandi proporzioni,è di quanto più democratico una società stessa possa esprimere e spero che questo diritto si possa sempre esercitare .Le manifestazioni che si sono tenute a Pomiglano e a Torino devono avere però una forte cassa di risonanza a livello parlamentare e mass-mediatico. per la prima non ci sono problemi(a meno che come si dice l'opposizione non sia morta)Per la seconda è un pò più difficile visto che la quasi totalità dei mezzi d'informazioni e nelle mani del barzellettire.Sono covinto che di fronte a questa crisi che ci attanaglia ,la destra sollevi delle questioni non priortari rispetto ad essa (lodo alfano ,caso Englaro ,ronde,sciopero etc.)da una parte per tenere l'opinione pubblica impegnata su tali argomenti e dall'altra approfittando di questo smarrimento generale per far passare leggi propriamente limitative per la libertà di ognuno di noi.in virtù di questocapisco benissimo che l,opposizionedi di fronte ad un simile attacco non possa sottrarsi .Puo però e lo deve fare facendo ,sempre ed in ogni occasione,presente al governo che oggi la priorità è la crisi economica.Certo in varie occasioni i nostri esponenti l fanno ,ma secondo me devono farlo in ogni ccasione che gli si prospetta.Voglio dire per ritornare ai mass-media ,vespa organizza una trasmissione di porta a porta sulle ronde, gli esponenti dell,opposizione che vi vengono invitati non devono far altro che ripetere per tutta la durata di essa che la priorità oggi è la crisi econmica.Omnibus organizza una trasmissione slla regolamentazione dello sciopero e noi a ripetere cosa questo governo sta affrontando la crisi economica e dire e ripetere sempre e solo questo su ogni giornale e in ogni trasmissione che intendono parlare d'altro ,solo cosi quella società civile di cui parlavamo prima non verrà mortificata nelle proprie manifestazioni.
Cardo direttore ho finito di partecipare agli eventi collegati alla giornata mondiale sulle malattie rare. evento ancora poco trattato da tutti i media. Quando si incontra la malattia, e in più rara, o magari ultra rara (qualche decina od unità di casi nel mondo) e si sentono e incontri le storie delle Persone ti rendi conto di quanto tutto sia davvero sciocco e relativo, di come spesso per dei capricci ci inerpichiamo su pareti a picco con il rischio ogni volta di precipitare, di dovere rincominciare o trovare una altra strada. credo che sia un momento in cui c'è proprio bisogno di una guida, di persone capaci di indicare la strada. Ma in italia c'è troppa diffidenza e sfiducia ormai anche per il vicino di casa. dobbiamo prima di tutto tornare ad avere rispetto per l'altro tornare anche ad avere fiducia nel prossimo e poi forse guardando anche tra di noi e non solo tra chi appare, riusciremo a trovare una guida per uscire dal pantano. Grazie
speriamo che tutta Nola scenda in piazza quando Soru taglierà all'Unità . A proposito : va bene il blindare gli affari ma chiudere i giornali... saluti alla direttora
Carissima direttrice , come tanti italiani ed io pure ,non posso fare a meno di non leggere L'Unità .E' diventato sacrale la lettura giornaliera.
Per cortesia, ho difficoltà di lettura ,per i caratteri troppo piccoli pertanto chiedo se si può avere la possibilità di ingrandimento.
Grato A Lei per i suoi articoli molto Veritieri e toccanti. Grazie
Non capisco, sonoun nuovo lettore dell'Unità , prma ogni tanto la prendevo ma non c'era feeling, poi curioso conoscendo attrerso Repubblica Concita e piacendomi molto come giornalista, il primo giorno in quiè diventata direttore ho preso L'Unità e qusta volta c'è stato il feeeling e la risonza , e ho continuato a comprarlo ogni giorno aggiungendolo alla Repubblica e alla Tribuna di Treviso. Mi risulktà di non essre il solo visto che i mniei giornali mi dicono che adesso gli vanno via tutte le copie e avolte rimagono senza tanto da non soddisfare alcune richieste, e qui siamo nel profondo nord est (zona Trevigiana dell'opitergino/mottense) zona ad alta concentrazione leghista (di quelli a prescindere).Non capisco appunto l'azienda i proprietari , comperndo le difficolta ,ma questo incremento che hanno avuto dovrebbero capitalizzarlo rilanciando ancor di più e non parlo per spirito sociale ma per fare soldi , con la conseguenza che noi lettori avremmo un prodotto ancora migliore e aumenteremmo ancora.Io rilancerei pesantemente (senza mai pedere di vista il viscerale e basilare cartaceo) su Internet in ogni sua forma fare una grande comunity, compreso arrivare a una vera televisione WEB iptv streaming o on demaind ma non come quella di repubblica , un soggetto nuovo, dove peantemente il contributo dei lettori ed usufruitori viene usato ed incentivato. La mia Impressione è che L'Unità in questo momento sia una potenziale e velocissima Ferrari di formula 1 ma che giri sborbottando come NSU prinz.Mi piacerebbe vedrela al massimo dei giri e con i tempi che corrono e verrano la cosa è fattibile ,iltutto rimando dentro che i conti devono chiudersi in nero ed essrci guadagno.
La crisi comincia a mordere sul serio le famiglie e purtroppo le previsioni per l'occupzione non lasciano prevedere nulla di buono.Che si possa sperare in questo governo è inutile e,oltretutto, dannoso al fegato.In questo momento il governo e Berlusconi parlano di tutto :dal testamento biologico,alla limitazione del diritto di sciopero,dai fannulloni alle ronde, ma tutto tace sulla crisi economica.Credo che questo silenzio sia significativo e i pochi provvedimenti attuati sono risibili.Non ci resta che sperare nello stellone e nella ripresa della economia mondiale anche perchè le banche hanno lucrato rifilando titoli tossici ai risparmiatori ed i padroni vogliono,come sempre,far pagare i conti allo Stato,cioè a tutti noi,secondo la ormai storica abitudine di intascare i guadagni e possibilmente portarli all'estero e socializzare le perdite.Inoltre uno Stato che si permette di avere una evasione fiscale calcolata in 200 miliardi di euro all'anno (fonte Agenzia delle Entrate)o è gestito da una manica di incapaci o da una folta truppa di persone che non vogliono vedere.In un caso come nell'altro lo scenario è sconfortante.Cara Concita, mi ha commosso il suo riferimento all'Unità perchè mi ricorda un periodo storico ed esistenziale che ha poi segnato la mia vita.Ricodo quando l'Unità era l'organo ufficiale del PCI.Le diffusioni domenicali,il salire e scendere scale,camminare per strada,portare il nostro giornale,veicolo delle nostre idee e del nostro mondo,in ogni angolo della città .Rientrare a casa con i piedi doloranti ma consapevoli e soddisfatti per aver contribuito a diffondere idee che parlavano di uguaglianza,lavoro,libertà .Una Italia che abbiamo sempre continuato ad immaginare così anche se l'età e le vicissitudini della vita non sono state,a volte,generose.Comunque grazie per avere stimolato il richiamo di questi ricordi e Le auguro buon lavoro.
condivido in pieno il pensiero di Marisa!
Concita sei grande...sei l'essenza della sinistra, sei intelligente, sei intraprendente, sei curiosa e sei anche una bellissima donna.
continua cosi.
a leggere i commenti,mi si stringe il cuore e capisco perchè in Italia i politici fanno quello che vogliono.Capirai,con un popolo così ingenuo anche un ragazzino un pò sveglio ci può far girare come trottole.
C'erano, c'erano, c'erano ... a Pomigliano: oggi .. ci sono, ci sono ... davanti all'Unità : a chi tocca?
I grandi ci sembrano tali perchè noi siamo in ginocchio...alziamoci!!!
Ho visto solo ora la lettera di ieri del CDR: perchè l'editore vuole tagliare i precari o altri costi? Non ho ben capito, qualcuno può spiegarmi?Grazie.
cara Concita, ho 62 anni ed un diploma di scuola media superiore conseguito nel 1966 (perito industriale). Nè i miei maestri nè i miei professori hanno mai portato un giornale in aula. La lettura dei quotidiani ed il loro commento dovrebbe essere materia d'insegnamento al pari delle altre. Ritengo che contribuirebbe molto alla cosapevolezza dell'essere cittadino. Contribuirebbe anche una diminuzione del prezzo del quotidiano, con questi chiari di luna un pò più di 30 ? al mese, per parecchi non sono pochi.Quando i nostri rappresentanti politici si faranno carico di realizzare anche piccole cose per renederci davvero un paese sviluppato e non poco più che alfabetizzato?
Congratulazioni per la tua Direzione ed auguri di poter vendere sempre più copie.
Da Berlino, Germania,
Ho provato a leggere il suo giornale on line quando ne divenne il direttore. Da allora non posso farne a meno ogni giorno. Grazie.
Vincenzo F. Arena
Grazie di cuore Sig.ra Concita, grazie per i suoi quotidiani messaggi della speranza, della riflessione, della crescita culturale che tanti, ma tanti lettori e non dell'Unità , avrebbero bisogno per sentirsi umanamente legati alle sorti della nostra nazione. Complimenti per la crescita in termini di numero e consensi che il Suo (ed il Nostro giornale )sta ricevendo dal giorno del Suo insediamento alla guida del giornale. E' proprio vero, io ne sono consapevole,
i veri talenti ( Lei ne è l'esempio ) non sono creature che in breve tempo si dissolvono lasciando nell'anonimato ed al loro delirio la propria esistenza.
Post Scriptum : Ho avvertito tanto dolore e disappunto giovedì scorso
26 c.m. ad Anno Zero allorquando Michele Santoro ( forse uno dei nostri???) pronunciava le seguenti frasi :1°) E' proprio vero, bisogna cercare in Tremonti e Fini uomini della Destra riflessioni e idee che tanto utili sono alla sinistra; 2°) sicuramente fra 200 anni la sinistra approderà al governo. Frasi dure e cruenti dette dalla tribuna di una trasmissione prestigiosa e di grande impatto, le quali distruggono in un solo attimo
tutto il lavoro paziente e di ricucitura che ora Franceschini (e prima Veltroni)sta intelligentemente producendo con tanto entusiasmo e determinazione viaggiando per le provincie d'Italia. Mi auguro che quanto prima Santoro inviti Lei Sig.ra Concita così potrà ribattere con la Sua
" amabile e raffinata " eloquenza il bisogno di una vera e sana politica di sinistra nella nostra disastrata Italia. Varrà per Santoro quanto detto per l'ex giornalista della Rai a proposito di " la vendetta...... .
La saluto cordialmente con stima. Pasquale - Palese ( Bari )
sono sicuro che tanti di noi lettori, oltre a comprare la nostra copia quotidiana, sono disposti a una sottoscrizione per salvare il progetto, o a fare diffusione. e i circoli del PD avrebbero un'occasione in più per stare in strada a parlare con gli elettori...
Ho appena sentito La Sbarbati alla TV, se ne andata, un altro pezzo di laicità che se ne va. Ieri una autorevole associazione Ebraica di Roma ha fatto lo stesso. Questo la dice lunga sulla attuale situazione. Ma come è diventato possibile che la sinistra Italiana sia rifiutata così in massa? Come è possibile che i Repubblicani preferiscano Mantovano e Buttiglione al PD. Gli Ebrei siano entrati nello stesso partito di Storace. La nostra paccottiglia indistinta sta veramente sul "cavolo" a tutti.
Sono anni che ricevo gratis a domicilio "la Repubblica" e sono mesi che non riesco più a leggerla. Mi piacerebbe ricevere "l'Unità " con la stessa modalità (a Roma, tramite il servizio Magiordomus) e la leggerei con gusto inimmaginabile. Tante testate hanno questo servizio, perchè non aggiungersi a loro? Quante altre copie in più venderebbe il nostro giornale? Credo molte!!
E' un giornale che spesso riporta articoli che altri non riportano.E questo già la dice lunga.
Condivido poi l'indirizzo politico (Sono tempi in cui dobbiamo solidarizzare sempre più per sopravvivere)ma quello che mi soddisfa maggiormente è la opportunità di interagire nello spazio risevato ai commenti. Lo utilizzo quasi sempre infatti e poi, essendo molto frequentato, mi permette di cogliere gli umori da tutte le parti d'Italia
le parole sono importanti; le tue parlano chiaro, Concita, mirano al cuore e ci fanno sentire meglio, ci portano un soffio di speranzagrazie a tutti
Pomigliano.Cara Concitaio sono favorevole agli aiuti di stato purchè siano generalizzati e non rivolti ad un settore.Leggo gli appelli di Prato e di Biella e quindi capisco la tesi di Alesina che sostiene sia un errore aiutare il settore auto e non altri.Bisogn guardare ai lavoratori che perdono il posto e poi lasciare che il mercato decida. Io non posso comprare un'auto perchè ci sono gli incentivi anche se non mi serve.Vorrei avere un incentivo per acquistare un libro o una macchina per foto.
Chi fa il proprio dovere viene premiato.Schiena dritta,la funzione dei giornalisti è fondamentale in un Paese democratico.Ripristiniamo il giornalismo di inchiesta,cercate di raccontare questo Paese in mano al malaffare.Per i nostri figli e nipoti non si prospetta un bel futuro,indichiamo loro la via corretta per evitare le loro maledizioni.
cara direttrice,dissento dal suo editoriale di quest'oggi.e mi avvalgo dei princìpi del pensiero comunista.il bene comune nn esiste.giakkè il bene (il fine) del padrone è aumentare gli utili a fine anno (xkè ha "il riskio di impresa"), quello del salariato quello di lavorare meglio e magari meno e magari con qke aumento.il bene comune, ora come ora, è qcs ke nn accontenta nè uno nè l'altro. puzza molto di piddì alla uolter weltroni.fiat.mi piacerebbe leggere su l'unità una serie di racconti storiografici, magari il sabato, a puntate, in cui si parla della storia della fiat. sviluppo, fam.agnelli, torino, immigrazione meridionale e non, intrighi politici, cassintegrati, alleanze, marchionne, utili e debiti, decentramento industriale.sarebbe utile al lettore x capire xkè sta azienda parastatale negli anni 80-90 era pagata dallo Stato, negli anni 2000 marchionne segna utili record ma poi decentralizza la produzione. tempo fa una mia amica ke si occupa di automotive x fiat aveva visitato gli stabilimenti in polonia dove si fa la 500. mi disse ke avevano un'area di invenduto paragonabile a un lago. adesso la fiat kiuderà quegli impianti in fretta, e lì nn sanno manco ke significa la parola sindacati o ammortizzatori sociali.un innovativo economista francese, da santoro tempo fa, disse ke dobbiamo tutti produrre meno, grandi aziende in primis, diminuire l'impatto di tecnologie robotike, usare + l'uomo, aver meno utili, altrimenti quest'eccesso di produzione ci inghiottirà anke se dovessimo scoprire un pianeta popolato da alieni-primate a cui vendere le nostre merci :|e ancora.il vero scoglio da superare è quello del "right gain", il giusto guadagno, da parte dell'impresa. fin quando le imprese nn apriranno i loro bilanci (storici) allo Stato, nessuno avrà visibilità di capire se l'imprenditore lascia a casa 100 dipendenti xkè altrimenti è costretto ad attraccare il suo yacht in un posto + economico oppure se ha VERAMENTE tentato di tutto x salvare impresa e lavoratori (sono un tuttuno).lo Stato (il governo) deve quindi cambiare strategia, smetterla con l'essere assoggettato ai + potenti ma iniziare a pensare alle masse, a ki ha meno. solo allora ha senso riscrivere le regole della finanza e aiutare le imprese. complimenti x i risultati di vendita :)
Ci sono anche io...
Sig.ra De Gregorio,
Sono d' accordo con la sua analisi. La crisi è incalzante e preoccupa. Il governo dovrebbe adottare concretamente strategie per fronteggiarla, non limitandosi, come lei sottolinea, a fare discorsi improntati a superficiale ottimismo. Tuttavia è importante porre l' accento sulla deriva culturale di questo paese, che fa vedere come rassicuranti persone come gli esponenti leghisti e i provvedimenti che loro propongono e mettono in atto, facendo leva sul senso di incertezza e di precarietà che è presente in vasti strati della popolazione, soprattutto la più svantaggiata. Qualcosa di sensato ogni tanto potranno dirlo anche i leghisti, ma sostanzialmente li considero portatori di disvalori, figure che non incoraggiano di certo la società a crescere nella condivisione, nella solidarietà anche fra persone di diverse culture e provvenienze, nel reciproco sostegno. Questi valori, che lei nel suo articolo cita, sono a parer mio il fondamento per la costruzione di un mondo più bello e più umano, alla quale tutti possiamo collaborare. E' importante lavorare su questi temi e costruire attorno ad essi l' identità del PD, perchè sarà questo che ci renderà veramente credibili agli occhi degli italiani, e in particolare dei giovani.
Come gia scritto direttamente (la sua email dell'unità ) a Concita, sonoun nuovo lettore dell'Unità , altre volte in passato avevo provato a prenderla e leggerla ma non riuscivo a trovare feeling, risonanza, poi decisamente incuriosito dalla direzione data a Concita , giornalista che ho sempre molto apprezzato alla Repubblica, ho dal primo giorno della sua direzione iniziato ad acquistarla, e senza che ci sia un perchè ho trovato il feeeling e la risonanza, e contnuo a comprare L'unità asieme agli altri due quotidiani "La Repubblica" e "La Tribuna di Treviso", daltronde l'edicolante mi dice che non ne resta da quel momento una copia e badate bene io abito nell'opitergino mottese profondo nord est trevigiano dove i leghisti sono veramente forti e radicati.A mio avviso in questo momento l'Unità è una potenziale Ferrari che invece gira ancora come una NSU prinz, e non riesco acapire l'azienda che invece di rilanciare e non solo sul cartaceo ma a tutto campo su internet e anche su una vera e propiia TV streaming e iptv aperta ai lettori ai loro contributi, insomma una vera macchina mediatica veloce snella e anche decisamente libera e con importanti ritorni economici. Questo è il momento giusto ci sono le persone, la situazione sociale e politica giusta, grandi cambiamenti che offrono grandi opportunità di guadagnare semplicemnte portando di nuovo la realtà alla visione di tutti, e la tecnologia a basso costo c'è soprattutto quella internet per coinvolgere e fare diventare "L'Unità " una comunity dove milioni di persone possano riconoscersi e rimando nella propria singolarità unisrsi per fare massa, per fare realmente opinione.Dunque l'azienda può chiudersi su se stessa e vivacchiare e consumarsi pian pianino o può in qusti momentoi pazzeschi e strani decidere di essre grandi e di raddoppiare il capitale umano che in questi giorni acquista l'unità e trova feeling e risonaza non perchè sia un giornale di partito ma perchè rispecchia la singola persona che lo acquista.
Come mai non parlate delle dichiarazioni fatte ieri da Genchi in nessun articolo? Mi sembrano rilevanti.Siete condizionati dal ruolo di Rutelli in questa faccenda? Vale la pena, per voi,perdere di credibilità e obiettività per uno come Rutelli?
Grazie Concita. Ogni tuo articolo è un bicchiere di speranza e un invito a non mollare. In questo periodo ne abbiamo davvero bisogno.
direttore, io ci sono, siamo tanti, ma non abbastanza.
Ho ripreso il gusto di sfogliare l'Unità da quando ci sei tu Concita. Grazie a te ed a tutta la Redazione.
Cara Concita,condivido il tuo articolo. Pag. 3 : Comunicato dell'assemblea de l'unita'. E' UN RISCHIO CHE NON POSSIAMO PERMETTERCELO. Amo questo giornale, e' rimasto l'unico mezzo per avere reali informazioni. Mi ricordo che alla domenica mattina, si andava a bussare alle porte e si proponeva l'unita', inoltre avevamo un ricevutario per la sottoscrizione al giornale. Dasi tempi di Berlinguer ad oggi, tantissime cose sono cambiate, noi siamo cambiati, ma poi......" ANDAVA MEGLIO QUANDO ANDAVA PEGGIO " Riproporrei quella formuna, si puo' fare ? Puo' il giornale lanciare l'iniziativa ? -- Non e' UN RITORNO AL PASSATO, MA PENSO UN RITORNO AL PRESENTE. un saluto PD da Bologna.
IL GRANDE INSEGNAMENTO.
Sono tra quelle persone che ritengono che niente viene a caso. Oggi ci stiamo dibattendo in una delle peggiori crisi economiche di tutti i tempi, i licenziamenti e le attività che chiudono rischiano di destabilizzare per moltissimo tempo la vita delle famiglie italiane. Prima di parlare di crisi è bene ricordare che non è uguale per tutti: I ricchi che in Italia sono in percentuale superiori al resto dei paesi europei, la crisi certamente la vivono molto bene, continuano ad affollare i ritrovi dove si spendono enormi cifre e non hanno più il fastidio di avere i poveri tra le palle; il ricco italiano è una specie protetta , è del tutto particolare. Mentre nel resto del mondo quando la situazione è drammatica rinunciano ad avere privilegi, da noi invece si arricchiscono sempre di più! Questa situazione come tutte le situazioni brutte sembra non finire mai. Ma i segni che si registrano nel mondo ci dicono che tra qualche tempo questa classe dirigente con il suo "Cavaliere" sarà spazzata via. Obama con fatica sta tracciando un nuovo modo di sviluppare l'economia e le fonti energetiche partendo dai bisogni dei più poveri. E noi della sinistra che insegnamento ne dobbiamo trarre? Quale sarà il nostro modo di essere sinistra? Certo è che dobbiamo decidere tutti assieme, ma, ognuno di noi deve portare il suo contributo. Oggi molti rimpiangono Prodi, con il governo autoritario che abbiamo mi sembra una cosa naturale; però quando c'èra erano solo insulti ,i primi ad insultarlo erano proprio coloro che ricoprivano incarichi di primo piano. Non passava giorno che i ministri di sinistra non portassero una critica al proprio governo invece di pensare alle cose da risolvere.Allora questa situazione ci deve insegnare che una volta stabilito (alleandoci) che cosa dobbiamo fare occorre compattezza e portare in fondo i programmi che tutti insieme avremo deciso, e di smetterla con gli interessi di bottega che come vediamo portano solo alle dittature. Già in altri post ho detto che occorre una mobilitazione continua, e che secondo me occorre che in ogni piazza sia alzata una tenda come segno tangibile di un cambiamento nel rapporto con le persone per riappropiarci del territorio, per un dialogo diretto con la gente e da qui far nascere il nuovo programma che dovrà vederci impegnati speriamo in un vicino futuro nel Governo della nazione.Occorre una grande mobilitazione e mi auguro che Franceschini sappia cogliere questa esigenza non più prorogabile.
Gastone Piombino(LI) 28/2/09
Eccomi Concita, io la penso come te, e non ho mai smesso di crederci.
Cara Concita, sono tra quelli che, anche se non tutti i giorni, compra l'Unità , e che però tutti i giorni si informa e spesso interagisce sul sito; se tu, Concita, e la tua redazione, continuerete a tenere alta la guardia sull'operato del Governo e, si fa per dire, del Parlamento, questo giornale avrà un suo spazio sempre crescente; ma continuate anche a non risparmiare, quando necessarie, critiche al centro sinistra, PD compreso, anzi soprattutto PD che ne ha un gran bisogno; spendere un euro per informarsi per tante perswone è oggi una scelta importante, e, personalmente, quando lo lascio in mano all'edicolante, avverto la sensazione di aver fatto, o confermato, una piccola/grandescelta su come vedere il futuro, mio e dei miei figli; hai colto bene, Concita, sarebbe un delitto non cogliere questo segnale, e peggiore ancora sarebbe il delitto di deludere questa aspettativa di conoscenza, trasparenza e chiarezza di posizioni che oggi questo giornale ha; non ho dimenticato, da lettore di Repubblica, la tua capacità di vedere il lato "sociale" dei fatti e delle cose, Concita; ecco, i fatti, che, come giustamente dice Marco Travaglio, sono praticamente scomparsi da gran parte dell'informazione italiana: occupatevi di quelli, e buon lavoro a te e a tutta la redazione.
L'altro giorno ho visto un vecchissimo, splendido film giapponese degli anni 50, un cult. Chi non ne ha sentito parlare? Si trattava dei SETTE SAMURAI di Akira Kurosawa, un film da seguire con taccuino e penna in mano,per annotare le sagge massime che vi erano contenute. Invito tutti a darci un'occhiata, perche' e' la storia di una comunita' di contadini vessati da una banda di briganti che rubavano il raccolto. Qualcuno non voleva quasi difendersi, sperando di essere in qualche modo risparmiati, che, insomma, il proiettile prendesse qualcun'altro. La massima citata dal samurai era "Per difendere noi stessi dobbiamo difendere tutti."
Oggi dobbiamo tutti mobilitarci, perche' l'attacco di questo governo incapace e' verso TUTTI, lo scopo e' quello di creare un'oligarchia che
domini una massa impaurita e prona. Quindi DIFENDIAMO TUTTI per difendere noi stessi, senza voltarci dall'altra parte sperando che il proiettile ci schivi. Perche' non si tratta di proiettile. Ma di valanga