
Come vi abbiamo annunciato su questo giornale fin dal giorno del forum col ministro Brunetta è stato Guglielmo Epifani, ieri, a venire in redazione a rispondere alle nostre domande e a quelle dei lettori. Un confronto a distanza durante il quale per la prima volta Epifani ha parlato tanto a lungo delle sue origini socialiste, della sua traiettoria professionale e politica. Poi della durezza dello scontro oggi in atto, della posta in gioco. «Siamo in campo per evitare l'esasperazione di pochi e la rassegnazione degli altri», ha detto. Non un ruolo politico: il compito di un sindacato declinato proprio nel giorno in cui a Londra migliaia di persone sono scese il piazza alla vigilia del G20. Il segretario della Cgil ha detto che l'anticomunismo ossessivo di Berlusconi e dei suoi ministri si spiega con una sorta di «nostalgia del '48», con il desiderio di trasformare il partito del Capo in una specie di nuova Dc, con le differenze del caso. Il 4 aprile, fra pochi giorni, la Cgil tornerà al Circo Massimo sette anni dopo la storica manifestazione che portò in strada milioni di persone. «Prima o poi avremmo dovuto tornarci», ha sorriso Epifani rispondendo a chi gli chiedeva se non teme il confronto. I tempi sono molto mutati da allora. Sul palco, sabato prossimo, ci saranno una precaria e un medico, una pensionata e un migrante, il lavoratore di un'azienda in crisi. Favino l'attore leggerà qualcosa di Di Vittorio. Bisogna ancorarsi alle regole, non demolirle, ha detto Epifani: bisogna fare attenzione perché «se nella crisi si perdono i diritti e i valori una volta passata non si recuperano più». È un grande tema. Quel che si perde in un momento ci vogliono anni, dopo, a riconquistarlo. Vale per i diritti e per i valori, per la cultura condivisa e per le regole. Nelle prossime settimane questo giornale si farà promotore di altri confronti, simultanei o a distanza, tra alti esponenti della maggioranza e dell'opposizione sociale e politica. È una fase storica in cui c'è bisogno di massima chiarezza: poiché non siamo tutti uguali, come vorrebbe una certa vulgata qualunquista, è necessario chiarire molto bene in cosa siamo diversi. Dirlo e farlo dire. Ragionarci. Prendere parte.
Sui mega stipendi dei manager Oreste Pivetta ha intervistato Giulio Sapelli, docente di storia economica alla Statale. Dice che «il colpo di stato mondiale dei top manager non è stato contrastato da chi avrebbe dovuto controllarlo». Siamo ancora in tempo? Forse è venuto il tempo ora che la recessione produce rabbia sociale, avete letto dei dirigenti sequestrati dai lavoratori. Più giustizia, più solidarietà, più equità fra classi sociali e fra generazioni. I precari, tanto per dire dei più numerosi, la rivendicano. Al congresso del Pdl ha parlato Gianfranco Fini. Si è delineata una minoranza: hanno preso le distanze anche i suoi ex colonnelli. Non è piaciuta, soprattutto, la sua critica alla legge sul testamento biologico e il suo appello alla laicità. Racconta Susanna Turco: per riguardo nessuno ha fischiato, ma gli applausi sono stati pochissimi. Se davvero Berlusconi vuole rifare la Dc si delinea quella dell'appiattimento acritico sulle posizioni del Vaticano. Non quella, che pure ha evocato, che contribuì a ricostruire il paese dopo la fine del fascismo (che, d'altra parte, mai ha nominato).
SCIACALLI? MA IL GIUDICE ASSOLVE I 4 RUMENI- Letto così, il titolo dell'articolo lasciava intendere che malgrado colti sul fatto, i giudici mandavano assolti i 4 sciacalli- Incuriosito ed indignato ho voluto leggere tutto l'articolo . Le cose non stavano proprio in quel modo- Un abbaglio dei CC subito corretto dagli stessi e dal PM- Ebbene , non mi sarei stupito se quel titolo fosse stato del Giornale-Evidentemente la malattia del tiro al bersaglio su giudici e PM è stata contagiosa- Non vedo miglior modo per contribuire all'imbarbarimento di questo paese già cinico e con livelli di corruzione intollerabile-
vivo all,estero,chiedo vivamente una risposta a questa domanda,sarei molto grato di riceverla qui in questo blog..Grazie.
In Italia quanti lavoratori straniei legalmente occupati ci sono ?
Quanti lavoratori stranieri che lavorano in nero ci sono ?
Quando si stimano i dati della disoccupazione, nel calcolo fanno parte anche i stranieri che lavoravano legalmente prima di perdere il lavoro ?
Tutto vero, tutto bello, peccato che poi la CGIL sia il sindacato degli statali, dei privilegiati e della conservazione, il sindacato che fa politica a scapito degli interessi dei lavoratori.
carissima, da tempo ma soprattutto in questi ultimissimi giorni non sono riuscita a guardare un TG se non di sguggita specie ieri, domenica, quando ho visto riprese a reti direi unificate dell'evento mediatico ovvero del 'formarsi' di questo nuovo partito. Per sanare la mia
(in)-sofferenza mi sono dedicata alla lettura. Avevo sotto mano il Decameron e mi è capitata la seconda novella della prima giornata, quella di Abraam il giudeo che prima di farsi cristiano (cosa che peraltro avverrà ) si reca a Roma alla Curia papale. Come sempre succede per i capolavori la valenza di quanto vi si legge è universale. Attaulizzando, il riferimento a quanto avviene nelle 'curie' dei politici è più che sconcertante. ne rinfresco un piccolo brano:
"cominciò a riguardare alle maniere (...) e di tutti i cortigiani; e tra che egli s'accorse, sì come uomo che molto avveduto era, e che egli ancora da alcuno fu informato, egli trovò dal maggiore infino al minore generalmente tutti disonestissimamente peccare in lussuria, e non solo nella naturale, ma ancora nella soddomitica, senza freno alcuno di rimordimento o di vergogna, in tanto che la potenzia delle meretrici e de' garzoni in impetrare qualunque gran cosa non v'era di picciol potere. Oltre a questo, universalmente gulosi, bevitori, ebriachi e più al ventre serventi a guisa d'animali bruti, appresso alla lussuria, che ad altro, gli conobbe apertamente.E più avanti guardando, in tanto tutti avari e cupidi di denari gli vide (...) a denari e vendevano e comperavano, maggior mercatantia faccendone(...)
Ho un grave timore che questa crisi non serva a ribaltare in vista di un migliore futuro ma piuttosto a far stravincere questi ossessi del potere, del denaro, dell'egoismo...
Un abbraccio fraterno
Inutile girarci intorno, la differenza per quanto mi riguarda è sempre la stessa: essere capaci o meno di ragionare con la propria testa. Personalmente non credo che il problema sia berlusconi perchè, a dio piacendo, siamo ancora in un paese dove ognuno può esprimere le proprie idee, poi se ogni fesseria che dice berlusconi convince milioni di italiani a votarlo evidentemente il problema è da ricercare in quei milioni di italiani... Credo che il problema sia centrato splendidamente da in undicietrenta di oggi che cito: "probabilmente esiste un elettorato di centro destra, quel 51 per cento a cui aspira Berlusconi, che è ancora più vecchio del suo leader, che è più ignorante, che pensa ancora alla sinistra come a qualcosa di cattivo. Forse non è Berlusconi l?elemento modernità , ma Berlusconi è soltanto un po? meno vecchio dei suoi elettori, che sono culturalmente e socialmente decrepiti. Invecchiati con le sue televisioni. Intercettati da sua Emittenza, come veniva chiamato un tempo, nel modo più prevedibile possibile". Ecco il punto, se uno spara baggianate dov'è il problema? Basta non votarlo! Quando le televisioni di sua emittenza mi propinano l'ennasimo, imbecille reality spazzatura io cambio canale, non resto inebetito davanti allo schermo. Quando berlusca compare in tivù su un nuovo predellino a fondare un nuovo partito non arriabbiatevi, cambiate canale! Una vecchia pubblicità progresso contro l'aids diceva: se lo conosci lo eviti. Appunto...
Cara Direttrice,
in un commento che non ho avuto il piacere di veder pubblicato,in esito ad una rubrica di di' la tua,qualche giorno fa ,avevo delineato il quadro complessivo che vedo con piacere riprodotto nell'articolo di oggi; alla mia evoicazione del triunvirato del dopo guerra che ha condizionato il nostro Paese manca,rispetto alla mia analisi, nel Suo scritto solo l'elemento d'oltre oceano,che ritengo da lei assorbito nel concetto della Dc del 48,con quello che ne consegui' all'epoca in tema di condizionamenti.
Per il resto Chiesa e Economia di alto livello,di cui i mega stipendi sono solo l'aspetto immediatamente visibile ,ma di certo non il peggiore.
Simbiosi perfetta,missione compiuta,cvome scrive oggi Travaglio.
Carissima e bellissima direttrice buona sera,
Siamo diversi semplicemente perchè quando sentiamo i discorsi di berlusconi ci indignamo e proviamo rabbia,ora e venuto il momento di usarla,facendoci sentire andando alle manifestazioni e partecipare concretanente per difendere la nosta cultura che viene fin troppo calpestata.Uscrire più forti culturalmente da questa crisi dipente anche da ognuno di noi, da ogni singolo invisibile.
L'uomo del passato, e In Cosa Siamo Diversi, credo si possono riassumere in un unico commento. Essere sintetici ed esprimere bene dei concetti alle volte finisce per generare più confusione,proviamoci.E'da tempo che le persone non più giovani come me vanno denunciando quello che oggi appare evidente, perlomeno alla parte più sana del paese e cioè l'attuazione di quel piano della P2 che vuole un parlamento privo delle sue funzioni, un regime autoritario nei luoghi di lavoro e la scomparsa della CGIL e altro ancora, il tutto guidato dal ducetto di "Arcore" avendo pieni poteri come premier e annullando di conseguenza la funzione del Capo dello Stato. Le parole d'ordine che lui usa per rendersi carismatico si rifanno al Fascismo. Popolo e Libertà sono parole d'ordine di Mussolini, che in qualche occasione usa anche Bossi: se Roma non ci rende liberi allora marceremo su Roma, purtroppo la marcia è cominciata.Un'altro punto di forza è lo studio sul "Principe" del Machiavelli. Berlusconi attua il principio (quando governa lui), che chi vince governa e chi perde va a casa. Usa la politica perciò come fine e non come mezzo per risolvere democraticamente i problemi del paese. L'idea che ha del paese Italia è da coppa campioni, conta il primo tutti gli altri si debbono inchinare. Ora per farla breve il pericolo è ancora maggiore di quello che era l'anno scorso perchè si sta fondendo un'alleanza clericale al suo pensiero di governo. Perciò si diventa uno stato confessionale dove i diritti di ognuno sono calpestati da una religione manipolata e messa al servizio dei più potenti. Ecco un'altra debolezza da parte del Partito Democratico; anche noi abbiamo al nostro interno Cattolici di primo piano, basti ricordare la Bindi, che personalmente nella mia città alle primarie per eleggere il segretario del PD insieme ad altri credenti gli facemmo raggiungere in poco tempo il 10% dei voti. Allora perchè non si impegnano fino in fondo arrivando anche allo scontro(democratico) con tutti quei falsi cattolici che strumentalizzano perfino "Gesù" pur di portare la gente dalla parte di Berlusconi.
Sacerdoti come Don Ciotti insegnano che è mettendosi in gioco, e talvolta è anche scontrandosi con il potere "Papale" che si ottengono risultati, allora perchè non lo fanno? Qualche giorno fa fu rivolta a Don Ciotti questa domanda: come può un sacerdote combattere le ingiustizie senza contraddire la Chiesa. Risposta: lasciamo lo Spirito Santo alla Chiesa e i Sacerdoti si sporchino le mani per aiutare la povera gente e combattere la mafia. Ora mi piace concludere con un pensiero di "Bertolt Brecht"! >
Gastone Piombino(LI) 29/3/09
Avete letto sul Corriere della sera di quel ragioniere 55 anni che ha perso il lavoro e dopo diversi colloqui di lavoro andati male si è impiccato.
Sembra una triste canzone di Claudio Lolli, per chi se lo ricordasse, invece è realtà .
Voglio un mondo diverso!
...sono d'accordo con nanni48, : non vedo come il PD possa avere persone come la Binetti e Calearo che sarranno sempre di impedimento verso una vera democrazia laica. Nonostante il nostro precipitare verso un nuovo fascismo : sempre dopo l'oscurità viene la luce... purtroppo non sappiamo quanto a lungo...
Sono d'accordo con quanto scritto da nanni 48.La nostra diversità si declina su storie politiche e valori che sono ancora presenti nel nostro Paese,nonostante quello che blatera Berlusconi,e che difficilmente si possono conciliare con quelli espressi dalla parte più pervasivamente cattolica e clericale del PD.Concetti come autoderminazione,laicità ,libertà di scelta che esprimono la cultura illuministica e a cui ci siamo costantemente ispirati ed investono la concezione stessa del sentire democratico non possono confondersi in un mare indistinto che tutto raccoglie e tutto mescola per formare una miscela di cui non si riescono a vedere i contorni.Io chiamo questi valori identità che,assieme agli altri valori che mi hanno accompagnato per una vita come l'uguaglianza,la solidarietà ,l'accoglienza,costituiscono i miei punti di riferimento ai quali non sono disposto a rinunciare.
Credo che l'abilità di mr.B e dei suoi consiglieri risieda nel dividere gli avversari per poi attaccarli e distruggerli. Niente di nuovo, lo fanno i grandi predatori terrestri come i leoni e le iene, quindi i predati cercano di stare uniti e di avvertirsi se scatta qualche agguato. Noi no , noi siamo razza superiore, ci piace andare in giro nella savana senza consensi o quasi, ognuno per proprio conto o sventolando un 2-3% per proteggersi dalle belve con il risultato di vedere in giro carcasse spolpate di parti della sinistra autoreferenziante. Io il 4 aprile sarò a Roma e spero che CGIL CISL UIL trovino il coraggio di aprire occhi e cuore.. non sono bei momenti.
quello di candidare Calearo è stato un altro dei grandi errori di Veltroni,che speriamo il PD non ripeta, tanto che nel Nord Est moltissimi operai e dipendenti hanno votato Lega. Chi non si ricorda l'espressione di Calearo che in una trasmissione televisiva disse "San Mastella" verso chi materialmente aveva fatto cadere il Governo, mentre già qualche altro "Bruto" aveva provveduto a ferirlo a morte?" Prenderò parte" con la GCIL a Roma il 4 aprile per una nuova speranza di futuro.
Vorrei dire una cosa su Violante pensando alla mitica litigata Cicchitto-D'Alema. E se fosse lui il devastatore della sinistra? Dopo la caduta del muro di Berlino il PCI-PDS credeva che sotto i magli di mani pulite si liberasse uno spazio politico da occupare. Invece le forze laiche, liberali, socialiste, repubblicane e in parte quelle radicali hanno occupato quello spazio, hanno riconosciuto all'MSI la fedeltà americana del dopoguerra (paradosso, però è così), non hanno mandato in pensione Gelli e Cossiga e ecco che Berlusconi è emerso dalle ceneri del pentapartito come la fenice. E il PCI-PDS ha fatto l'ennesima sponda inutile. Se noi avessimo creato in fronte Laico ci fossimo proposti come perno per un pentapartito di sinistra, laico e socialista (alla Zapatero per capirsi), invece ci siamo infognati con i democristiani o peggio con l'OpusDei e oggi siamo a fare la corte al Clericale Casini. Poteva andare peggio?
ok Nanni48 sono d'accordo con te, non siamo tutti uguali. Pero' rispetto a te io ho ragionato prima che parlasse Calearo, mi sono dissociato da PD e non ho dato il voto utile. Penso che alle Europe votero' per l'IDV anche se non e' il mio partito ideale ma perlomeno fa opposizione, Di Pietro chiama le cose con il loro nome, non gira intorno all'ostacolo per poi dire nulla, ma sopra tutto non passa pizzini a quelli dell'opposizione. Sto guardando con molto interesse l'operato di Franceschini, mi sa che alla fine quelli di sinistra per rimanere tali dovremo ringraziare un ex Dc ed un ex fascita. In questo momento sembra Fini il segretario del PD. Comunque, avanti non demoralizziamoci noi siamo differenti, per fortuna ancora non sono riusciti a lavarci il cervello.
Siamo sulla buona strada... Facciamo bene a riorganizzarci e a mostrare anche NOI i MUSCOLI.
sigra.direttrice il g.24 marzo commentando la presenza di Brunetta nella sua redazione, adesso si fa quello che wsoluziona tutto quando era nella CAF gli uffici pubblici funzionavano malissimo e in quanto alle retrocessioni della nostra economia da parte degli organismi internazionali per l.enorma debito pubblico creato da lor signori avantaggiando vari settori del paese a scapito degli altri. Grazie a Prodi e Ciampi stavano rimettendo in ordine le finanze pubbliche e sentire da loro parlare del terzo debito piu alto del mondo mi fanno schifo, ho 81 anni abito a Buenos Aires e ho sempre votato a sinistra
A' la guerre comme à la guerre. La "sinistra" non ha compreso che Berl. aveva messo su una macchina di guerra. Insipienza, mancanza di coraggio e di radicamento negli ideali che avrebbero divuto difendere e cercare di tradurre in realtà (sottinteso: i nostri deputati e senatori), han reso possibile un PEGGIO dal quale chi sa mai e chi sa come riusciremo a tirarci fuori.
Carissima direttrice, sul Filo rosso di oggi scrive che quella che stiamo attraversando: ?È una fase storica in cui c?è bisogno di massima chiarezza: poiché non siamo tutti uguali, come vorrebbe una certa vulgata qualunquista, è necessario chiarire molto bene in cosa siamo diversi. Dirlo e farlo dire. Ragionarci. Prendere parte.?
Sempre sull?Unità di oggi Travaglio fa sapere che il deputato del Partito Democratico Massimo Calearo ha detto al Corriere della Sera che: «Non è con la prigione per gli imprenditori che si evitano le tragedie come quelle della Thyssen», che è come dire che non si debba mettere in galera chi stupra le donne perché tanto gli stupri ci saranno sempre.
Alle ultime elezioni il Pd è andato da solo perché non voleva farci votare una ammucchiata antiberlusconiana, per poi farci eleggere la Binetti e Calearo. Della prima conosciamo le idee clericofasciste sul testamento biologico, sui gay e sulla famiglia, il secondo, invece, offende (ed uso un eufemismo) dal più diffuso quotidiano italiano degli eroi del lavoro. Dei martiri come gli operai della Thyssen.
Il Pd ci ha fatto eleggere anche l?operaio della Thyssen scampato alla morte. Mi auguro, con tutto il cuore, che difenderà il ricordo dei suoi colleghi pretendendo una censura fortissima di Calearo.
Per quanto mi riguarda il quattro sarò a Roma con la Cgil ed in futuro non mischierò più il mio voto con quello di Calearo e della Binetti, proprio perché, come ha scritto lei direttrice, non sono uguale a loro, ragiono con la mia testa, mi confronto con gli altri e prendo parte.