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14/11/2008 11:38

C'è libertà e libertà

(il filo rosso di oggi, 14 novembre)

La parola di oggi è libertà. Meravigliosa, no? Poi certo dipende da come si declina. Sono tutti liberi da colpa i funzionari di polizia che ordinarono la mattanza nella scuola Diaz la notte fra il 20 e il 21 luglio 2001 a Genova. La sentenza arriva con sette anni e quattro mesi di ritardo: avremmo preferito aspettare ancora ma averne una più giusta. Assolti i vertici della polizia. Condannati tutti gli esecutori materiali dell'irruzione: Canterini che ha guidato l'assalto, Troiani e Burgio che hanno portato dentro la scuola le molotov perché sembrasse che le avevano trovate lì, una menzogna costruita come alibi.

Incolpevoli i superiori gerarchici, colpevoli i sottoposti: come se avessero agito di loro iniziativa. Come se tra le forze dell'ordine esistesse la possibilità di agire per capriccio, per un impulso del momento e non perché qualcuno ha ordinato di farlo. Impensabile, giusto? La novità è che d'ora innanzi sarà lecito. Giacché si è stabilito che la colpa è solo di chi tiene il manganello, non di chi glielo ha dato, d'ora in poi la cura di chi in divisa aggredisce sarà quella di coprirsi meglio il volto e non farsi riconoscere, di muoversi veloce e venire sfocato nelle foto. Gli altri, quelli negli uffici possono stare tranquilli. «Non posso far nulla, non è mica un'ambasciata», ha detto d'altra parte quella notte il capo della polizia De Gennaro a Bertinotti che gli chiedeva: intervieni. Gli agenti, lì, fanno quello che vogliono. La colpa, sette anni dopo, è solo loro. I nostri inviati a Genova - Enrico Fierro, Maria Zegarelli e Claudia Fusani - raccontano di come tra le vittime e tra il pubblico in aula alla lettura della sentenza si sia levato un coro di «Vergogna!». Fusani ha parlato col pubblico ministero del processo. Non si è potuto fare di più, le ha detto, perché èmancato il lavoro della commissione parlamentare d'inchiesta: una commissione mai costituita, il Parlamento non l'ha voluta. Avrebbe aiutato a ricostruire la catena di comando fino ai vertici. Sarebbe stata una cosa enorme, no? Avrebbe consentito di arrivare alle responsabilità reali. Meglio di no, meglio che paghi Canterini da solo, tanto oggi lavora in Romania promosso all'Interpol.

Libera è anche Eluana. Un'altra corte di Giustizia, con un'altra sentenza, ha stabilito di non ammettere l'ultimo ricorso, ennesima tappa di un calvario che da sedici anni la tiene inchiodata a vegetare, tiene la sua famiglia in uno stato che chi non ha passato non può capire. La Cassazione ha detto che esiste «un diritto di autodeterminazione terapeutica in tutte le fasi della vita, anche in quella terminale». Cioè che si è liberi, anche di morire. Certe volte la morte è un sollievo. Anche questo chi non ha davvero sofferto, e molto, non lo sa. Naturalmente la politica e la Chiesa hanno da dire. Un parlamentare dell'Udc ha commentato la sentenza: Omicidio.
È veramente triste che gli stessi che invocano l'omicidio davanti alla tragedia di una famiglia esultino per una vergognosa dichiarazione di resa dello Stato davanti ad atti di violenza compiuti in suo nome. Gli stessi, sono proprio gli stessi. Poveretti, viene da pensare in queste ore di pena: davvero hanno smarrito la bussola, il senso primitivo di giustizia sostanziale, l'umanità.

    • -
    • 16/11/2008 09:56

    Shock ! In prima pagina con il consenso della Famiglia Englaro, una foto della fu bella e solare Eluana, di come è oggi!
    Nel rispetto del dolore, della sofferenza e nel ricordo di come la vita dà e la vita toglie.
    Non serve altro. Con lo sviluppo della conoscenza medica, si potrebbe tenerla in stato vegetativo per 100 anni !
    Dispiace, perchè è una vita che se ne và, ma non si può accettare tutto questo!
    Libertà per Eluana !

    • gianfilippo
    • 15/11/2008 23:51

    Libertà è guardarsi allo specchio, vivere l'esperienza nel rispetto degli altri.
    Essere conformi ad un'Autorità costituita è un modo d'essere più semplice, più facile da praticare.
    Forse anche per questo sono spesso i semplici, gli indifesi a pagare il prezzo più alto.
    gianfilippo

    • oximor
    • 15/11/2008 16:06

    Ah bisognava firmarsi? Credevo che effettuato il "login" la firma andasse in automatico. comunque firmo ( si fa per dire...) adesso
    14/11/2008 23:58 Ma saremo mai capaci di parlarci(...)oximor
    P.S. La parolina antispam è "laico". Mi piace.

    • stalker
    • 15/11/2008 13:36

    Buongiorno direttore
    Sono padre, ho una figlia, per quanto mi riguarda, i genitori di Eluana sono stati fin troppo signori, lo dico con stima. Io, come pure mia moglie, quella "spina" l'avrei staccata già da qualche anno: come Antigone, ci sono "sacre leggi non scritte" a cui obbedisco.
    Ricorda cosa fece il pellerossa di "Qualcuno volò sul nido del cuculo" a Candle McMurphy, Jack Nicholson? Ecco, qualcosa del genere. Per quanto riguarda, invece, i cosiddetti atei devoti oggi contro la sentenza della Cassazione, metafora per metafora, come padre farei come Candle McMurphy nei confronti della dottoressa di quel film. Poi, una volta lobotomizzato, oggi spero, in tutta coscienza, che ci sia qualcuno che abbia verso di me la stessa pietà che il pellerossa ebbe verso Jack Nicholson. Dio faccia di me, dopo, e parlo da credente, ciò che vorrà

    Ciò detto le chiedo un'informazione, domandare è lecito, rispondere è cortesia:
    E' vero o no che grazie al famigerato "Indulto", voluto con tutte le sue forze dall'on. Bertinotti, ma non solo, oggi i condannati della Diaz la faranno comunque franca, come protetti da quella legge? In altre parole, l'Indulto avrà ricadute anche su questo processo? Se è vero, come qualcuno sostiene, mi permetta di dirlo, l'on. Bertinotti si vergogni, e molti altri assieme a lui, a partire da Agnoletto. Se mi sbaglio, chiedo già da adesso scusa.
    Sono da sempre un lettore de l'Unità, le auguro buon lavoro. Con stima
    Angelo Urfalino

    • -
    • 15/11/2008 10:41

    Cara Concita, hai ragione, si sta perdendo il senso di umanità a fronte del dilagare di un egoismo spicciolo e di bottega che difende solo il proprio orticello privato. Un'altra Italia è possibile ed è rappresentata dal sorriso gioioso dei ragazzi che ieri manifestavano a Roma per il loro futuro.

    • -
    • 14/11/2008 23:58

    Ma saremo mai capaci di parlarci? C'è un qualche segnale che faccia intendere possa funzionare una qualche forma di dialogo? Tra noi e loro? Tra un Nando Dalla Chiesa e un Gasparri? Tra un Ignazio Marino e un Giuliano Ferrara? Tra un Capezzone (capezzone?) e un Travaglio (vedi stasera a 8 e1/2)? Che tipo di connessione si può mai aprire con chi straparla di omicidio per una sentenza che stabilisce il rispetto di una VOLONTÀ (niente di più)? Con chi esulta perché altra sentenza, sostanzialmente, assolve chi ha avuto cuore e fegato e soprattutto stomaco di prendere a calci in faccia gente inerme stesa a terra colpevole solo d'essere nel posto sbagliato nel momento sbagliato? È possibile?

    • Marco Marconi
    • 14/11/2008 22:49

    Cara Unità, complimenti innanzitutto al direttore e a tutto il gruppo di lavoro de l'Unità. Ottimo lavoro. Ho un fratello di 17 anni. Va ovviamente a scuola. Frequenta quella che ai miei tempi veniva chiamata la scuola dei poveri e dei somari. L'Istituto Professionale di Stato. Oggi mi ha raccontato che cinque (ben cinque!!!) ragazzini si sono addossati contro un ragazzo marocchino. Uno sguardo di troppo, partono le offese, gli spintoni. Il ragazzino sentendosi minacciato tira un pugno ad uno di loro. Scatta il senso di gruppo. Il branco accecato dal sangue decide di colpire. Sotto lo sguardo disinteressato dei coetanei questo ragazzino è stato barbaramente picchiato. Mio fratello, da solo, cercando di calmare la situazione si è sentito dire: "lascia stare, chi si fa i fatti propri, campa cento anni". Cara Unità, ma è proprio questo il senso di questa generazione? La parte buona l'abbiamo vista oggi, in piazza. Ma non ci dimentichiamo che dall'altra parte sta crescendo una non più latente cultura pseudo-fascista che semina odio e violenza ovunque.
    Rimango sbigottito. E lo Stato, quello con la "S" maiuscola, dov'è che si trova, si domandava giustamente questo giornale l'altro giorno. Per questi ragazzi e per i precari dal futuro incerto, come me.
    C'è molto da fare mia Cara Unità. Continuiamo a lottare.
    Marco Marconi

    • -
    • 14/11/2008 21:48

    Nel pieno della civiltà delle comunicazioni viviamo in un mondo in cui larga parte della popolazione sembra soffrire la sovrabbondanza di dati ed informazioni che riceve. Per reazione questi tendono a recepire tutto ciò gestendolo in compartimenti stagni.
    Come se le sinapsi di un cervello cessassero di comunicare con le altre.
    In questo mare di notizie ciò che troppo spesso sfugge è la connessione ed il filo logico che le unisce.
    Non basta aquisire la nozione dei singoli avvenimenti, limitandosi, magari, a catalogandoli per ordine alfabetico. Conta, bensì, scoprirne il disegno, più o meno recondito che li unisce, come quei giochi enigmistici in cui si svela la figura solo dopo aver unito tutti i punti.
    Se la conoscenza è potere, e da esso deriva la libertà, allora possiamo dire che la libertà moderna è la capacità di poter mettere in correlazione anche ciò che apparentemente e superficialmente non lo è.
    Evidenziando in tal modo le incongruenze e le incoerenze dei meccanismi che governano il nostro mondo.

    • flavio
    • 14/11/2008 19:44

    il 15imo commento manca della firma, scusate:flavio

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    • 14/11/2008 19:44

    Filippo
    Avevo postato qualche giorno fa due righe qui su 'invece', riferendomi all'intervento di un senatore, in materia di impiego delle forze dell'ordine, ne riporto ancora una volta una parte, che oggi più di ieri ha per me significato:

    "Personalmente appartengo a quelli che 'cerimoniosamente' hanno giurato fedeltà alla Repubblica, per la difesa delle libere istituzioni e la salvaguardia delle libertà tutte e che, ogni giorno, svolge al meglio questa funzione.
    Credere in tutto questo è il Nostro lavoro, quale che sia l'idea che ci governi.
    Ma se l'idea ci appare anticostituzionale nei modi e nelle applicazioni?
    Possiamo essere vicini a un movimento di rivalsa di un diritto, portato avanti dai nostri figli, dai nostri fratelli, sorelle e amici; essere contrari a 'colorate' affermazioni, storcere il muso quando sappiamo d'essere stati 'razionalizzati' anche noi, ma null'altro.
    Sapere che alcuni poi, condividano appieno questa forma di repressione e strumentalizzazione, ci vergogna alquanto.
    Tanti fra noi, si è scelto di intraprendere questa vita, che è votata al bene di tutti, così che alcune 'applicazioni', o 'indicazioni' su come è meglio usarci , pervenute dall'alto ci lasciano a bocca aperta.
    Non essere considerati da alcuni strati - non amo questa definizione- della società quali tutori di libertà, è qualcosa che abbiamo sempre messo in conto, adesso temiamo però, un?estensione di tale concetto a una fetta ancora maggiore. Non siamo squadristi, non lo vuole nessuno.
    Considerateci sempre per quello che realmente siamo, - tolti i pochi -.
    Ancora grazie Direttore.

    • -
    • 14/11/2008 19:15

    il silenzio è spesso una grande dote, ma quando altri sparlano bisogna aprire la boccuccia e avere il coraggio delle proprie idee. o vogliamo parlare solo quando siamo certi di accontentare tutti? il punto è che il PD è nato partendo dal tetto e non dalle fondamenta. così si fa prima a nascere ma poi è più difficile evolversi, vivere davvero. sarà per questo che vedo troppe toppe cucite quà e là per provare ad andare avanti. manca una visione ampia e condivisa di quello che vogliamo raggiungere. e la vedo dura con certe differenze stridenti che coabitano in questa strana casa, dove alcuni "matrimoni" sembrano prodotti di visioni a corto raggio. se non se ne parla affrontando il nocciolo del problema, non si va lontano e si perde tempo a rattoppare, fidando su una politichicchia che scontenta i più. nel frattempo gli altri macinano di tutto e se non si fanno male da soli pare che non avranno problemi.

    • Marsi
    • 14/11/2008 18:34

    Libertà.
    E da un po' che questa parola viene usata dalla destra italiana per fare i suoi porci comodi, questo avviene per colpa nostra che ce la siamo fatta rubare dal nostro baglio ideologico, dalla nostra cultura, dalla nostra vita.
    Libertà, da sempre nostra compagna, in tutte le lotte per l'emancipazione dei popoli.
    Libertà, fiaccola per il movimento operaio, contadino, nella lotta per i diritti.
    Potrei continuare.
    Da anni e stata sporcata, infangata, resa strumento per difendere i privilegi, usata come clava verso i diritti che essa ci aiutata a conquistare.
    Berlusconi e compagnia hanno rivoltato il suo significato, i liberisti di tutto il mondo l'hanno usata per fare profitti, finanza 'creativa', e oggi ne paghiamo le conseguenze .
    E ora di riprendercela !!!!!
    Libertà, come fiaccola per riprenderci il nostro futuro e quello dei nostri figli, gridare il suo vero significato, e dare libertà a tutti gli oppressi di questo mondo.
    W. LA LIBERTA? Basta con gli stronzi!!!!!!!!

    Marsi

    • -
    • 14/11/2008 17:56

    Lei ci insegna (se mai c'è ne fosse bisogno) che un buon giornalista non assomma in un unico pezzo due distinte situazioni, insomma, che c'azzeccha il G8 di Genova con la storia infinita di E.Englaro...

    Lei Signora Concita c'era al G8 di Genova? in mezzo ai manifestanti, al casino, agli incendi, ai gas, ai maganelli...non lo credo.

    Dopo sette anni e una condanna ridicola, dopo che infami hanno massacrato dei ragazzi, dopo tutto questo, oggi, leader politici, sono alla ricerca dei responsabili, dei mandanti, come se nessuno sappesse che in quei giorni drammatici ove la libertà e la democrazia s'erano per la vergogna noscosti nelle fogne, alcuni leader che fanno capo ad Alleanza Nazionale come ..diciamo onorevole Gianfranco Fini e l'ex carabiniere On, Ascerto, erano presenti "eccome" in quel di Genova, per non dimenticare il ministro forzista Scajola. Ora il PM ricorrerà in appello e forse dopo altri svaiati anni vedremo la sentenza del primo giudice confermata ovvero: i responsabili liberi come uccellini e i poveri cristi ( anche se ugualmente colpevoli almeno coscenziosamente), condannati a pene che non pagheranno mai.

    Le istituzioni, non possono subire l'onta d'esser meesse sotto processo e magari condannate ne perderebbe la credibilità delle stesse istituzioni e del governo.

    Quanto al caso di Eluana Englaro.

    Fiumi di parole, chi più ne ha più ne metta. Eluana è li e tra non molto terminerà la sua tribolazione. Se stessimo tutti zitti e rispettassimo il dolore di quella famiglia, forse faremmo cosa utile.

    • gaudgaud
    • 14/11/2008 16:18

    Gentilissima Concita, non mi convince il fatto che lei unisce nel commento le due sentenze per due tragedie - una familiare e l'altra sociale -
    che meritano spazi e riflessioni diverse:
    mi voglio soffermare un attimo sul caso ENGLARO.
    Le ricordo che la sentenza di non ammissione dell'ultimo ricorso (che come Lei dice libera Eluana.... la lascia morire) è stata molto sofferta e subordinata alla condizione di irreversibilità del coma, cosa non accertata nè documentata....Condivido uno dei commenti che richiama al silenzio: ritengo che è difficile far prevalere la cultura della vita su quella della morte e questo caso lo dimostra, come il caso Welby ecc.ecc. Per chi critica Weltroni
    vorrei ricordare la sua astensione era motivata dal fatto che nel PD ci sono diverse sensibilità che vanno rispettate.... Ricordo che il buon Berlinguer è stato capace di pescare voti anche nell'elettorato cattolico e che nei difficili casi di coscienza il silenzio vale più di mille discorsi

    Michele

    • -
    • 14/11/2008 15:53

    Sì, la parola libertà è meravigliosa, ma in Italia bisogna imparare a declinarla con un aggettivo: limitata per i deboli e illimitata per i potenti. L'altro giorno ho postato un commento sul conflitto d'interessi e mi sembra che ci risiamo in pieno secondo me. Ricordo benissimo che all'epoca dei fatti della Diaz le cronache parlarono annche della presenza di Gianfranco Fini in prefettura a Genova. A che titolo fosse lì non si è mai riuscito a capire, anche perché a quel tempo il Ministro degli Interni era il mitico Scajola, quel fenomeno che ha definito coglione Marco Biagi. Sinceramente speravo in una sentenza diversa, ma ancora una volta devo amaramente prendere atto che le cose non cambiano. I vertici non potevano essere condannati perché poi si sarebbe dovuto risalire tutta la catena di comando arrivando fino a Roma e, magari, avremmo potuto capire cosa ci faceva Fini, l'attuale Presidente della Camera non dimentichiamolo, in Prefettura a Genova in quei giorni. Il tutto rimarrà uno dei classici misteri irrisolti, tipici del nostro paese. Tanto per capire come potrebbero andare le cose da altre parti, riporto un brano dell'articolo scritto da Francesco Ruggeri per "Libero" riportato dal sito Dagospia: 'E adesso Bush rischia grosso. Dopo anni di rumors, indagini e mandati di comparizione contro i membri del suo staff, dal giorno dell'insediamento di Obama (20 gennaio) sul presidente uscente minaccia di materializzarsi un'azione giudiziaria di portata storica. Tesa ad incriminarlo per omicidio premeditato e falsità in relazione ai controversi motivi della guerra irachena. Oltre che per violazione delle leggi sui diritti umani, contro la tortura e le intercettazioni occulte. Finché rimane in carica, all'inquilino della Casa Bianca è infatti assicurata per plurisecolare consuetudine una virtuale immunità da procedimenti penali, ma appena il mandato giunge a scadenza lo scudo presidenziale si dissolve. E sia il suo successore Obama che il vice Biden hanno chiarito in campagna elettorale che, a George W. in materia di giustizia non avrebbero fatto sconti.' Forza e coraggio!

    • luisluis
    • 14/11/2008 15:48

    Non voglio commentare la sentenza sul pestaggio della Scuola Diaz, me l'aspettavo, anzi pensavo in un'assoluzione completa, ma forse così si perdeva completamente la faccia, il fatto è che cane non mangia cane, mentre su alcuni processi si procede sommariamente e si accusa a vanvera la povera gente, vedi il caso di Gravina di Puglia, in altri si interpretano liberamente prove schiaccianti, ma, l'abbiamo detto, cane non mangia cane. Lo sforzo per continuare a riporre fiducia in queste istituzioni, passa per tristi ricordi come gli attacchi dei colleghi al giudice Falcone, la reintegrazione del giudice "ammazzaprocessi" Corrado Carnevale, la quasi assoluzione di criminali di guerra come il dottor "mengele" di Bolzaneto, tal Toccafondi, i depistaggi sulle stragi degli anni settanta e altro, altro ancora, ma cane non mangia cane. Viviamo in un paese mezzo mafioso e mezzo affetto di un autoritarismo autoreferenziale, un paese in cui l'ultimo dei deputati guadagna il doppio del vice presidente degli Stati Uniti, un paese che si conserva con le sue caste, i suoi privilegi, le sue connivenze, la sua criminalità organizzata, invisibile e collusa con lo stato, un paese che, l'entourage al di sopra di ogni sospetto di George Bush, identificava come un paese ad alto livello di corruzione, un paese in cui cane non mangia cane.

    • agarofano
    • 14/11/2008 15:29

    Concita, il tuo giornale sarà tuo e non del partito quando troverai le parole per criticarne duramente e dettagliatamente gli errori e le omissioni.

    Come dice una commentatrice anonima poco sotto perchè il PD si astenne sul caso della sentenza Englaro? Perchè non la difese?

    E non si invochi la libertà di coscienza sul tema etico. L'astensione fu totale.

    E poi Beppino Englaro andava difeso perchè stava cercando di affermare un suo(della figlia) diritto garantito dalla Costituzione.

    E sul caso di Genova, perchè con il centrosinistra al governo non si è fatta una battaglia per nominare una commissione d'inchiesta?

    Scusa Concita (ti do sempre del tu,come se ci conoscessimo da tempo), fammi una cortesia, se puoi.

    Interroga e interrogati e prendi la sfida di scriverne con l'onestà che ti distingue.

    In questo modo faresti anche una grande cortesia alla crescita di un partito che si dice democratico,progressista ed europeo.

    Grazie,ti saluto
    antonio g.

    • -
    • 14/11/2008 15:02

    Stò perdendo ogni speranza, mi permetto di riportare un brano di Giorgio Gaber per descrivere come vedo questa nostra Italia.
    E tu, Stato
    del 1993
    E tu, Stato E tu, Stato e tu, Stato
    che tu sia ministro, politico o magistrato
    o al limite impiegato comunque pagato
    inevitabilmente coi soldi del contribuente
    cioè dalla gente. E tu, Stato
    che ci chiedi aiuto e che ci corteggi coi tuoi
    soliti imbecilli che passano per saggi. E tu, Stato
    che hai sprecato, hai sperperato, hai gozzovigliato
    pubblicamente mi hai rovinato che se un giorno mi
    nasce un figlio, povero figlio è già indebitato. E tu, Stato
    così goffo e impacciato che continui a fare i tuoi
    soliti giochi di potere davanti ai cittadini un po'
    imbarazzati che si domandano stupiti perché non
    sciolgono i partiti. E tu, Stato così contorto, complicato che per riempire un modulo, una scheda, un tabulato bisogna essere dei maghi è quasi come fare un cruciverba di Bartezzaghi. E tu, Stato così preciso e protocollato che per avere un passaporto, un permesso, una licenza si sbaglia sempre ufficio c'è sempre un'altra stanzae se non ci hai un amico o qualche conoscenza stai fermo per tre giri e torni al punto di partenza. E tu, Stato che tu sia dottore che tu sia ingegnere o anche avvocato s'intende dello Stato che dopo anni di lavoro serio e ore e ore di straordinario hai risolto scientificamente il sistema più efficiente per non far funzionare niente. E tu, Stato così incosciente e disgraziato così compromesso, così invischiato e se ancora qualcuno un po' ingenuo si chiede chi è statoma come chi è stato? Lo Stato! E tu, Stato ti vedo un po' ammosciat operdi i colpi, te la vedi brutta sei, come dire, un po' alla frutta nel senso che ormai la gente normale da un punto di vista morale ha assai più rispetto per un travestito o uno spacciatore che per un assessore. E tu, Statoche ti sei sorpreso, ti sei scandalizzato per tutti quelli che han rubato che per farcelo vedere hai riempito le galere delle tue pecore neree noi che lo sappiamo lo possiamo indovinare come va a finire perché è una cosa delicata e dolorosa per cui fra poco tutti a casa. E tu, Stato così giusto e imparziale col tuo onesto sistema fiscale? intende demenziale che affronti i problemi più urgenti con tasse nuove geniali e stravaganti ancora non mi è chiaro cosa ci fai del mio denaro non vedo né ospedali, o tribunali ma solo allegri e spiritosi i servizi sociali generalmentese uno paga e non ha indietro niente se non è proprio idiota rivuole indietro la sua quota. E tu, Stato inginocchiato e impaurito sempre più incerto e cupo che gridi disperato 'al lupo! al lupo!' sempre più depresso, sempre più codardo te la sei fatta addosso per colpa di un balordo lombardo. E tu, Stato che tu sia ministro, politico o magistrato ci avete castigato mettendoci di fronte ad una tragedia inaspettata e sconvolgente e noi che lo vediamo come vi agitate per far pagare a noi quarant'anni di cazzate. Ma la sola vera riforma delle istituzioni è che ve ne andiate tutti fuori dai coglioni.

    • celso
    • 14/11/2008 14:02

    il peso della democrazia ci porta anche verso atti assolutori o semicolpevolistici.
    il problema e' e resta quello della giusta interpretazione dei ruoli e dei confini ad essi richiesti. quando nella democrazia i controllati e i controllori sono sempre o quasi gli stessi: l'era della confusione socio/politico/culturale continuera' la sua marcia.
    i fatti di piazza navona di questi ultimi giorni e' la dimostrazione di quanto sopra con l'aggravante dei ''fasti'' passati che pensavamo sepolti.

    • -
    • 14/11/2008 13:41

    Su Eluana siamo tutti d'accordo, penso. Qua dentro, almeno. Tuttavia: perché in Parlamento quando s'è trattato di votare, il PD si è astenuto, compatto? E' dunque tanto vero, che siamo tutti d'accordo? Io penso che se ancora succedono queste cose, Binetti o non Binetti, non ha tanto senso prendersela coi vescovi, con la destra, con Vespa. Loro fanno quel che più o meno ci si aspetta da loro, secondo le intenzioni sempre dichiarate, o il mandato ricevuto dal loro dio (maiuscolo per i vescovi, minuscolo per gli altri). Io di loro non mi meraviglio, né in fondo mi indigno: me lo aspetto.
    Da loro però, non da Veltroni, da Bersani o dalla Finocchiaro. O da D'Alema (che pontifica per un'ora di massimi sistemi qua sul forum senza dire NIENTE, lasciato liberamente fare da voi giornalisti, mai una domanda scomoda, mai una spina, "il PD entrerà nel partito socialista europeo?", ma chi se ne frega!).
    Dunque, stimatissima Concita, fai bene a ricordare che chi difende l'indecente sentenza sulla Diaz è lo stesso che grida all'omicidio di Eluana: ma è poi tanto diverso da chi ha alzato il culo dallo scranno quando si trattava di difenderla, avendone oltretutto il preciso mandato politico ? Seduto c'è rimasto solo Di Pietro: che conseguenze debbo trarne, io elettrice del PD, io irriducibilmente laica, io come te profondamente "umana"?

    • rory
    • 14/11/2008 13:04

    La sentenza per i reati commessi dalle forze del Ordine alla scuola Diaz consegna nei fatti uno Stato padrone che agisce in vista del esecutivo.
    Uno Stato debole coi forti e forte con i deboli, nel quale viene cancellato ogni diritto e ogni elementare garanzia democratica che salvaguardi il cittadino: i diritti del uomo vengono calpestati in nome e per nome del Governo del fare.
    Uno stato di Polizia, la quale si può permettere efferati delitti, è ciò che la sentenza certifica.
    Nel momento in cui il Parlamento è diventato un orpello del tutto inutile, e non più il luogo di confronto ove si esercita la democrazia, che per definizione dovrebbe essere, è stato piegato ai voleri di una maggioranza di Governo la quale elude le più elementari regole del vivere civile, che si nutrono anche di dissenso e di protesta, se espresse nei limiti della legalità.
    Ma se la legalità viene meno proprio nelle figure di chi è preposto a farla rispettare, quale garante dei cittadini, se l abuso, il reato, viene commesso da chi dovrebbe esercitare il controllo, e l organo giudicante poi certifica l abuso, il reato, confinandolo a qualcosa meno che una intemperanza, sia nel merito che nelle motivazioni, e la pena comminata risulta essere un buffetto affettuoso, ne consegue che l Italia non è un paese democratico.

    • -
    • 14/11/2008 12:47

    ero certa che sarebbe finita cosi',ma non perche' sono chiaroveggente, ma perche' siamo in Italia, vedreme se adesso quei poliziotti condannati si ribelleranno... ne dubito, omerta' come la camorra a Napoli!!!!
    questa e' la nostr immondizia, non quella di Napoli, e' questo governo che dovrebbero smaltire in un inceneritore...

    • flukkini
    • 14/11/2008 12:29

    Genova 2001 si aggiunge al tristissimo elenco di pagine vergognose della storia di questo paese. Un ennesimo mistero, in questo caso relativo alle responsabilità di chi doveva tutelare i pacifici e prevenire i violenti. Un mistero come sia stato possibile che pochi sottoposti abbiano avuto la possibilità di rompere teste e denti e mascelle e braccia ai pacifici occupanti della Diaz, sfuggendo al controllo dei propri comandanti. Un mistero come sia stato possibile sospendere le garanzie costituzionali a Bolzaneto con l'umiliazione e le percosse e il sequestro di decine di manifestanti pacifici.Un mistero come sia stato possibile lasciar fare i "Black Block" e caricare l'autorizzato corteo delle Tute Bianche (bianco e nero: sono abbastanza diversi e distinguibili anche da un daltonico, o no?). Un mistero cosa facessero i vertici di AN nelle sale operative dei carabinieri e della polizia nei giorni del G8. Non è un mistero che allora fosse in carica un governo Berlusconi e che oggi, nei giorni della sentenza, ci sia nuovamente e che tutti gli allora vertici delle forze dell'ordine presenti a Genova, siano stati promossi a incarichi superiori, quasi "premiati" per quanto fecero. Non è un mistero che un ragazzo sia stato ucciso in piazza Alimonda in circostanze, queste sì, ancora misteriose, e non è un mistero che sia stata addossata tutta la colpa a un giovane carabiniere che avrebbe esploso il colpo mortale, senza che nessuno dei suoi comandanti sia stato coinvolto in una responsabilità, perlomeno indiretta.Non è un mistero che con Genova 2001 si sia assestato un colpo mortale al movimento no-global che da allora è sparito dalla ribalta mediatica mondiale, ricacciato nell'underground dal quale non può fare troppi danni. Qualcuno dal centrodestra dice, con soddisfazione, che, con questa sentenza sull'assalto alla Diaz, si è smontata la tesi del complotto: sono d'accordo, il complotto è parola che evoca situazioni ottocentesche, pochi uomini intorno ad un tavolo illuminato da lampada ad olio e armati di polvere da sparo, corde e coltelli. A Genova non si è trattato di un complotto, ma della messa in opera di una strategia complessiva volta a ridimensionare un movimento di massa che ambiva a ridiscutere gli assetti di quel potere che ha reagito nell'unico modo che gli permettesse di restare saldamente al proprio posto: con la forza bruta.

    • abuelo
    • 14/11/2008 12:02

    Carissimo Direttore,

    mi permetto di inserire un commento che ho letto su altro blog e che non fa assolutamente una piega, un ragionamento quasi lineare ma che deve fa pensare e preoccupare, il mio scetticismo di ieri sulla sentenza oggi ha avuto triste conferma...

    Ecco il commento di cui parlavo

    La sentenza manda assolti i capi della polizia (Gratteri e c.) e condanna solo Canterini e i suoi uomini, che sono entrati per ultimi.
    Per cui, i fatti dovrebbero essere andati così: 1) Canterini chiama i suoi capi e suggerisce loro di recarsi alla Diaz per una perquisizione; 2) I suoi capi 'obbediscono' e arrivano prima di Canterini;
    3) Per fare uno scherzo a Canterini entrano nella scuola e si nascondono
    4) Arriva Canterini e gli fanno buuu!
    5) Canterini si spaventa e incazzato nero per aver subito lo scherzetto, mena 93 ragazzi che vanno all'ospedale con polmoni perforati, nasi rotti, denti spezzati.

    Ergo, la sentenza è giusta: Canterini è colpevole, la violenza non è premeditata, i capi non c'entrano nulla. La bottiglia molotov?
    Beh, suvvia, tutti i poliziotti dovrebbero girare con una bottiglia molotov in tasca, caso mai ci fosse bisogno...

    Inquietante ma abbastanza reale...

    Saluti

    Alessandro

    • augusto.montaruli
    • 14/11/2008 11:42

    Va bene, diciamo che la sentenza è giusta. Sono stati colpiti i colpevoli, poliziotti che autonomamente decisero di spaccare un pò di teste e di creare false prove. Come in un noir che si rispetti.Però. E' indubbio che se i singoli poliziotti fanno di testa loro vuol dire che c'è un "difetto" di coordinamento, se picchiano alle suore della caritas forse non sono stati adeguatamente istruiti per distinguere una suora da un potenziale terrorista, se lasciano fare (le riprese lo dimostrano) ciò che vogliono ai bad block, se girano scooteristi con pistola in mano?..se se seAllora mi chiedo perchè i poliziotti responsabili di quel casino sono stati tutti promossi?Quasi quasi mi viene spontaneo un lieve dubbio..E se per fare carriera quel tipo di "coordinamento" deve fare curriculum allora, come si dice a Torino, siamo panati.Io sono preoccupato.sul caso Eluana dovremmo fare tutti silenzio.Rispettare il dolore e l?angoscia delle persone che le vogliono bene.Il resto è rumore e spazzatura e cinismo e strumentalizzazione. http://blogdiarturo.blogspot.com/


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